Perle di bellezza
03 agosto 2022

Je Shen, un artista che, attraverso l’utilizzo delle più ricercate ed efficaci tecniche di pittura, si interfaccia con il pubblico attraverso la creazione di un potente magnetismo fatto di luci, illusioni ottiche e gocce di colore puro, vere e proprie perle di bellezza applicate sulla tela. Lo abbiamo intervistato.

Magiche atmosfere floreali in cui colore e texture tridimensionali costituiscono tratti costanti che accompagnano lo spettatore in un viaggio di visioni ed emozioni: questo è Je Shen. Ti riconosci?

Direi di sì. Amo questa definizione. I vortici di petali dei miei quadri non sono altro che un’esca per lo sguardo dello spettatore. Io cerco di creare immersività attraverso il colore, la texture tridimensionale e l’illusione del movimento.

Sono fermamente convinto che la bellezza della realtà derivi dal fluire del tempo, che porta al susseguirsi delle stagioni, delle età dell’uomo e alla morte e rinascita della natura ogni anno. Io amo principalmente la primavera, per me più di una semplice stagione, bensì un simbolo di uno stato d’animo ideale in cui è possibile lasciarsi trasportare della bellezza di ciò che ci circonda.

Parliamo del linguaggio dei fiori. La componente fondamentale dei tuoi quadri, e anche uno degli elementi che li ha resi iconici, è il fiore di pesco, diventato ormai un simbolo della tua produzione. Cosa rappresenta per te?

Amo i fiori di pesco. Trovo che riescano a trasmettere, attraverso ogni singolo fragile e piccolo petalo, la purezza e la bellezza della natura.

Il fiore di pesco assume diversi significati nelle diverse culture. In Cina per esempio è simbolo di immortalità, mentre in Occidente rappresenta rinascita e forza.

L’uomo è da sempre affascinato dalla bellezza della fioritura di quest’albero: non dura che un respiro, ma un respiro che si eterna nella bellezza. I petali dei fiori di pesco sono fragili, ma allo stesso tempo la loro fioritura è un inno alla potenza della natura che rinasce ogni anno.

Il fiore di pesco è come la lettera fondamentale dell’alfabeto che ho ideato per comunicare con lo spettatore. Voglio che la mia arte sia un dialogo fatto di emozioni che non possono essere trasmesse a parole.

La tua poetica è frutto di una originale fusione tra alcune correnti artistiche francesi del XIX secolo, in particolare il neo-impressionismo, e l’arte asiatica classica?. Il tuo linguaggio artistico unisce la tradizione orientale con la lezione dei maestri europei. Raccontaci la genesi di questa commistione di influenze.

È vero. Sono da sempre affascinato da quella corrente neo-impressionista europea chiamata puntinismo. Preferisco riferirmi ad essa con il nome con cui vi si riferiva il suo fondatore George Seurat, cromoluminarismo.

Cromoluminarismo e impressionismo nascono da una stessa esigenza: cogliere la natura nella sua essenza luminosa, cercando di trasferirla sulla tela attraverso l’uso del colore puro. Il cromoluminarismo, in particolare, approfondì l'effetto dei colori sulla psiche degli spettatori. Questo è l'elemento fondamentale e rivoluzionario: la constatazione della capacità dei colori di influenzare l’animo umano.

Quello che voglio trasmettere con la mia arte è semplice: è possibile gioire della vita in ogni attimo, basta volerlo. Dipingere per me è un’esigenza viscerale, ma la mia produzione nasce anche  con un intento altruistico: i miei vortici di petali sono un invito a lasciarsi trasportare, affidandovisi, alla bellezza.